Fragmenta disiecta di Gaudiolo da San Vito al Tagliamento scriba patriarcale

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Luca Gianni

Il notaio Gaudiolo da San Vito comincia a collaborare con la cancelleria patriarcale negli anni del travagliato governo di Ludovico Della Torre (1359-1365), di cui diviene familiare e stretto collaboratore. Alla morte del presule torriano, il notaio sanvitese è confermato nelle sue funzioni dal nuovo patriarca Marquardo di Randeck (1365-1381): in questo periodo egli lavora principalmente per i vicari in spiritualibus, impegnati a presiedere il tribunale ecclesiastico diocesano e metropolitico. Particolarmente significativa, negli anni, è la collaborazione con il decano di Aquileia Giorgio Torti da Pavia. Il materiale archivistico alla base della presente edizione risulta molto frammentario e disorganico. Infatti, nella maggior parte dei casi non si tratta di protocolli, conservati nella loro interezza e organicità, bensì di fogli di primo uso, di formulari, di memoriali, cioè di una registrazione, a volte estesa a volte sommaria, di quanto redatto per la cancelleria aquileiese e per il tribunale ecclesiastico. I frammenti di Gaudiolo da San Vito, pur presentando diverse problematicità d’edizione, rivelano la propria peculiarità proprio nella loro diversa tipologia; di particolare importanza, a questo proposito, sono soprattutto i formulari che, sebbene di uso privato, divengono uno strumento comparativo fondamentale per analizzare l’attività della cancelleria patriarcale verso la metà del XIV secolo.
 

Luca Gianni, Fragmenta disiecta di Gaudiolo da San Vito al Tagliamento scriba patriarcale (1360-1378), Roma 2010 (edizioni dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo), pp. 621 (Fonti per la Storia della Chiesa in Friuli – Serie medievale, 10).