I necrologi del capitolo di San Pietro in Carnia

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Elisa Pellin

In epoca romana sulla via Iulia Augusta, l’arteria che collegava Aquileia con i paesi d’Oltralpe, sorse Iulium Carnicum, l’odierna Zuglio. Tra il 381 ed il 480 questo centro fu sede vescovile fino a quando, nel 737, venne inglobato nella diocesi di Aquileia. Presso la pieve di San Pietro rimase un gruppo di canonici, riuniti in Capitolo, ed un preposito incaricato di badare alla cura delle anime degli abitanti della valle, di amministrare i beni della collegiata, di indire assemblee periodiche per controllare la moralità dei fedeli. Per volere del Capitolo furono realizzati due Necrologi, registri dedicati alla commemorazione dei defunti, il più antico dei quali venne compilato dal 1358 pur presentando note databili sino al 1287. I numerosi “legati” contenuti nei necrologi traducevano le ultime volontà dei fedeli, i quali donavano ai sacerdoti denaro, cibo, campi, affitti, rendite, olio e cera per l’illuminazione degli edifici sacri, chiedendo in cambio preghiere di suffragio per la propria anima. L’edizione di questi libri liturgici consente d’approfondire la storia ecclesiastica, sociale ed economica del territorio soggetto a San Pietro e fornisce preziose informazioni sulla vita quotidiana nella Carnia medievale, sulle relazioni tra i suoi abitanti, la loro mentalità e le loro scelte devozionali.
 

Elisa Pellin, I necrologi del Capitolo di San Pietro in Carnia (1287-1789), Roma 2012 (edizioni dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo), pp. 448 (Fonti per la Storia della Chiesa in Friuli – Serie medievale, 12).