I quaderni di Gualtiero da Cividale

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Laura Pani

Gualtiero da Cividale visse tra la fine degli anni ’30 del XIII secolo e il 1316; fu notaio, canonico e poi scolastico del capitolo di Cividale, canonico di Aquileia. Pur lasciando dubbi sulle sue origini – non essendo dimostrabile la sua ipotizzata appartenenza alla famiglia dei signori di Cucagna –, le fonti documentarie a lui contemporanee attestano che fin dagli anni giovanili magister Walterus venne acquisendo prestigio, visibilità sociale e beni di fortuna tali da renderlo uno dei personaggi più noti del suo ambiente. Come notaio, Gualtiero si avvicinò alla curia patriarcale sullo scorcio del patriarcato di Gregorio di Montelongo (1251-1269), e sotto Raimondo della Torre (1274-1299) fu uno dei notarii domini patriarche, ossia uno dei notai liberi professionisti scelti dal vescovo – in questo caso appunto il patriarca di Aquileia – per l’emanazione e la gestione della documentazione relativa alla sua attività amministrativa, giudiziaria e, in presenza di potere temporale del presule, anche politica. Del lavoro svolto per oltre un quarto di secolo da Gualtiero come notaio del patriarca restano, a parte un certo numero di instrumenta, solo i due quaderni editi in questo volume. Di natura e impostazione diversa, essi confermano l’oscillazione tra notariato e cancelleria che caratterizza la documentazione emessa tra Duecento e Trecento dai centri di potere dell’Italia centro-settentrionale: nel primo, il manoscritto 1469 del Fondo Principale della Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi” di Udine, sono contenuti integralmente i documenti relativi alle questioni, di natura soprattutto politica, affrontate dal patriarca Raimondo della Torre all’indomani del suo arrivo, nell’agosto del 1274, in Friuli; il secondo, il manoscritto 1470 dello stesso fondo, copre un periodo – gli anni 1291-94 – di quasi vent’anni successivo e, a differenza del primo, si presenta come un vero e proprio protocollo notarile.

Laura Pani, I quaderni di Gualtiero da Cividale (1274-75, 1291-94), Roma 2009 (edizioni dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo), pp. 529 (Fonti per la Storia della Chiesa in Friuli – Serie medievale, 9).