Le note di Guglielmo da Cividale

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Luca Gianni

La vita del notaio-chierico Guglielmo di Egidio di Cividale è caratterizzata da una carriera ecclesiastica intensa. Le prime testimonianze documentarie lo vedono impegnato presso la cancelleria patriarcale e, in seguito, presso il capitolo della sua città natale. I vincoli di familiaritas con il nobile Artico di Castello, eletto vescovo di Concordia, lo portano, quindi, nel Friuli Occidentale, dove diviene preposito del locale capitolo cattedrale. Negli anni seguenti rinuncia alla prepositura concordiese per assumere l’ufficio di preposito di San Pietro in Carnia, che mantiene fino alla morte. I numerosi interessi in ambito ecclesiastico non hanno permesso a Guglielmo di svolgere l’attività notarile a tempo pieno. Questa sua peculiarità fa sì che i rogiti contenuti nelle Note, al contrario di quelli di molti altri notai a lui contemporanei, non ci permettano di delineare un quadro esaustivo di una particolare situazione socio-economica, ma si rivelino essenziali per ricostruire la fitta rete di relazioni esistente tra le istituzioni ecclesiastiche friulane, in modo particolare tra i capitoli di Cividale, Concordia e San Pietro in Carnia. Particolarmente interessanti sono anche gli atti fatti redigere dal vescovo di Concordia Artico di Castello, che si avvale dell’opera del notaio Guglielmo nel governo della sua Chiesa. Ad avvalersi dei servizi del notaio cividalese sono anche i confratelli e alcuni laici, legati a diverso titolo ai capitoli friulani: per questo motivo le Note permettono di delineare quel rapporto, a volte di collaborazione, a volte conflittuale, che queste istituzioni mantengono con la società del tempo.
 

Luca Gianni, Le note di Guglielmo da Cividale (1314-1323), Udine 2001, pp. 477 (Fonti per la Storia della Chiesa in Friuli, 5).