I catapan di San Martino al Tagliamento (1305-1767)

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Elisa Pellin

Il volume racchiude le edizioni dei catapan di San Martino al Tagliamento, due registri obituari realizzati per volere della chiesa di quel villaggio, situato tra Spilimbergo e Valvasone. Il più antico dei due manoscritti fu composto tra i secoli XIV e XVI, il più recente tra i secoli XVI e XVIII. In essi furono riportati i nomi di migliaia di defunti provenienti dalla comunità di San Martino e, secondo le volontà dei fedeli, frequentemente si segnavano anche i lasciti che essi destinavano alla chiesa locale, alle confraternite e ai sacerdoti tenuti a celebrare la loro memoria attraverso messe di suffragio. La chiesa di San Martino, appartenente alla diocesi di Concordia, dipendeva ecclesiasticamente dalla pieve di Cosa (inglobata nel feudo dei signori di Spilimbergo), ma era anche legata ai nobili di Valvasone, i quali detenevano il diritto di eleggerne il curato. Entro questo delicato equilibrio di poteri, a volte in conflitto tra loro, si consumava la quotidianità a San Martino, tipico villaggio della campagna friulana. Grazie all’edizione e allo studio di questi registri ricchissimi di indizi, celati tra le semplici note obituarie o nei lasciti per fini pii, si favorisce l’indagine storica, sociale, economica, religiosa e cultuale della gente che viveva in quella terra tra il Trecento e il Settecento. Di certo tale lavoro non pretende di risultare conclusivo, vista l’ampiezza dell’arco temporale in cui i catapan furono realizzati ma, piuttosto, offre uno spunto sostanzioso per ulteriori approfondimenti, fornendo anche indici puntuali dei nomi di persona, di toponimi, chiese e confraternite, importanti strumenti per ricerche future.

 

Elisa Pellin, I catapan di San Martino al Tagliamento (1305-1767), Roma 2016 (edizioni dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo), pp. 689 (Fonti per la Storia della Chiesa in Friuli – Serie medievale, 18), ISBN 9788887948400.